Sai quando il vento
senza corpo nè veli
tra volute e radici
ha sete di bacche frantumate
e soffocate lune
come acqua scorre
nè sentieri echi o steli
potranno fermarlo
diluvia contemporaneo a noi
e ai peccati del mondo
folgora rumori
sui fregi intarsiati del cancello
su corolle di brina
nel tempio dello spazio
sai quando il vento
rode e silenzia
il cielo delle parole
tensione di nascita e mai fine
vertigini di senso in agonia
trame su pelli mai accolte
e questo dolore
di suoni alle caviglie
sperimenta ogni giorno ogni momento
sai quando il vento
obliquo celestiale su visioni
imbriglia la mia sete
di ombra e rugiada
dilata sterili silenzi
ferite riaperte su orlo di abisso
lontana mi riascolto come nebbia
in una landa deserta
a carponi riannodo fili
infiorescenze messe a nudo
in esili risvegli
tutto un vocio
che sveste le parole come labile brusio
di destini infilzati
dentro l'arca che solcherà
i flutti delle nostre fiumare
sai quando il vento
impasto di fango e terra
decifra di noi un solo istante
e quella soglia al varco di respiro
caparbiamente ci plasma la vita
m.a